I mancini? Hanno una marcia in più come dimostrano alcune prove scientifiche e storiche pubblicate nell’articolo di Ok Salute e Benessere.Quando scrisse per la prima volta su una lavagna la teoria della relatività, Albert Einstein dovette stare attento a non cancellare le formule. Scrivere da sinistra a destra è un problema per i mancini.
Lo stesso grattacapo ce l’avevano Ludwig van Beethoven, Wolfgang Amadeus Mozart e Bob Dylan quando si cimentavano sul pentagramma. Per ovviare all’inconveniente ci voleva il genio di Leonardo Da Vinci: l’eclettico rinascimentale scrisse molti dei suoi testi da destra a sinistra, in modo che la mano che impugnava la penna non passasse sopra l’inchiostro fresco. Anche Charlie Chaplin, un altro famoso mancino, aveva non poche preoccupazioni: per far roteare il suo bastone da passeggio doveva usare la sinistra, altrimenti gli sfuggiva di mano. E che dire di Michelangelo e Pablo Picasso? Il pennello lo impugnavano con la mano «sbagliata», ma questo non ha impedito loro di dipingere opere immortali.
L’elenco di artisti, intellettuali, scienziati, sportivi, musicisti, scrittori e grandi personaggi della storia da Napoleone a Carlo Magno, da Giulio Cesare a Harry Truman, che usavano istintivamente la sinistra è lungo. Eppure, fin dalla notte dei tempi la destra ha avuto sempre la meglio, in tutte le culture e le civiltà, con rarissime eccezioni. La stessa parola mancino, deriva dal latino manus che significa mano, e cus, un suffisso che indica un difetto fisico. In un trattato di psichiatria del 1921 il mancinismo era addirittura associato alla demenza. Basti pensare, poi, che nelle tre religioni principali la sinistra è sempre associata al maligno, all’errore, al peccato, mentre la destra alla virtù e alla fede.
Nelle raffigurazioni della crocifissione, alla destra del Figlio di Dio cio sono sempre i buoni, alla sinistra i cattivi. D’altra parte, dopo la Resurrezione, Gesù va a sedersi alla destra del Padre. Nell’Antico Testamento, libro di Isaia, è scritto a chiare lettere:« E’ la mia mano destra che ha fondato la terra, è la mia mano destra che ha misurato i cieli». Anche nell’Islam, i mancini non godono di buona reputazione. Nel Corano è scritto che il Profeta Maometto, per fare le abluzioni, usava la mano destra. La sinistra è impura, quindi anche il saluto, il giuramento, la benedizione e l’elemosina richiedono l’uso della mano destra. E nella lingua italiana, un tiro mancino sta per colpo basso, sleale, disonesto.
A scrivere e mangiare con la sinistra è il 10% della popolazione mondiale. Finalmente, dopo discriminazioni secolari, i mancini possono prendersi una rivincita: hanno più chance dei destrimani in molti campi. A dimostrarlo anche le elezioni americane che furono vinte in modo trionfale dal mancino Barack Obama, primo nero a sedere nella stanza ovale. Ma a dirlo è una sequela di studi scientifici che hanno analizzato come cambia la vita di un uomo nel mondo quando a dominare nel cervello è l’emisfero destro (che controlla il lato sinistro ed è sede delle facoltà intuitive e visuo spaziali) e non quello sinistro (che controlla il lato destro ed è sede delle facoltà logiche, linguistiche, analitiche).

ORATORI ECCEZIONALI. Nel 2008 la sfida per la Casa Bianca è stata combattuta con la mano sinistra. Da Barak Obama il democratico, ma anche da John McCain il repubblicano. E la cosa curiosa è che per ben quattro degli ultimi sei presidenti americani non era il destro il lato del corpo privilegiato: Bill Clinton, George Bush padre, Ronald Reagan e Gerald Ford. Gente che dal punto di vista politico ha poco in comune con Fidel Castro, Winston Churchill e il Mahatma Gandhi, però con due elementi ad assimilarli: tutti mancini e tutti grandi comunicatori.
Non è un caso. Una ricerca britannica (pubblicata sulla rivista Nature Neuroscience) ha dimostrato che nei mancini l’area del cervello impegnata durante un discorso è parecchio più vasta e coinvolge entrambi gli emisferi. A renderli oratori così eccezionali sarebbe proprio il fatto che i neuroni deputati alla parola sono fisicamente più vicini ad aree cerebrali come quelle che elaborano le emozioni, le immagini, i ricordi. Questo consente alle persone mancine di avere un frasario più sofisticato, più pregnante, e un vocabolario più ampio.
QUOZIENTE INTELLETTIVO ALTISSIMO. Tra tutte le persone al mondo che hanno un quoziente intellettivo superiore a 140, cioè i super intelligenti, ci sono più mancini di quanto ci si aspetterebbe. Lo ha dimostrato una ricerca della St.Lawrence University di New York. Il motivo? I mancini avrebbero un’intelligenza più fluida e una vera e propria attitudine a risolvere i problemi. Anche se, poi, però dalla medesima ricerca è emesso che « molti mancini siano pure nelle fasce più basse del quoziente intellettivo.
PITTORI MIGLIORI. Sono davvero tantissimi i mancini tra i pittori, basti pensare a Raffaello, e tra tutti coloro che per lavoro devono ricorrere alla creatività artistica: architetti, grafici pubblicitari, designer. C’è un legame tra la mano sinistra e la matita felice? Potrebbe dipendere dal fatto che l’emisfero destro (dominante nei mancini) è anche la sede delle facoltà visuo spaziali e quindi chi è mancino potrebbe risultare facilitato nei compiti che prevedono il disegno.
AVVANTAGGIATI NEGLI SPORT. Eccellenze anche tra gli sportivi. Da Rafael Nadal a Diego Armando Maradona, da Pelé e Platini a Valentino Rossi. E questo dato, da solo, dice in modo non equivocabile che qualche vantaggio, nell’usare la mano “sbagliata”, c’è di sicuro. I mancini sono facilitati in molte attività fisiche per la stessa ragione per cui sono avvantaggiati nelle arti figurative: la mano sinistra è direttamente collegata con l’emisfero destro del cervello, quello deputato ai compiti visuo spaziali. È così che l’occhio, la valutazione rapida dello spazio intorno e il movimento del braccio dominante si coordinano direttamente e più velocemente. «Uno studio francese ha dimostrato che i mancini hanno tempi di reazione più rapidi di 30 millesimi di secondo. Chi ha provato a sfidare a tennis John McEnroe ne sa qualcosa.

GUADAGNANO DI PIÙ. Secondo un’ indagine condotta dal National bureau of economic research statunitense, i maschi che privilegiano la mano sinistra hanno una busta paga più ricca dei destrimani: in media di circa il 15%. Sul perché di questa disparità di trattamento economico la nebbia regna sovrana. Possibile spiegazione degli autori dello studio: visto che i mancini sembrano essere più intelligenti e creativi della media, è più probabile che occupino posti di rilievo all’interno delle aziende. A onor del vero, ci sono personaggi del calibro di Bill Gates, Robert de Niro, John Rockefeller o Henry Ford, tutti rigorosamente mancini, che alzano di parecchio la media degli stipendi.
PROBLEMI QUOTIDIANI. Per i mancini, che vivono in un mondo di destrimani, la vita non è sempre facile. Ecco alcune delle difficoltà che incontrano.
• Scrivere da sinistra verso destra. Infatti Leonardo da Vinci scriveva al contrario.
• Mangiare con le normali posate. Esistono quelle per mancini, con i coltelli seghettati e le forchette da torta che hanno l’affilatura sul lato destro.
• Usare gli attrezzi da cucina. Un apriscatole può causare difficoltà perché obbliga un mancino a girare in senso orario con la mano destra. Idem un cavaturaccioli (ma ne esistono con l’avvitatura in senso antiorario).
• Le forbici sono rinomate per essere una frustrazione. Oggi ci sono forbici da mancini per ogni uso: ricamo, pedicure, parrucchiere.
• Suonare uno strumento musicale concepito per un destrimane. La chitarra, per esempio. Un mancino la impugna nel verso sbagliato, con il manico a sinistra. L’ex Beatle Paul McCartney ne ha adottata una nella versione mancina: non si trovano ovunque e costano un po’ di più. Per le tasche meno disponibili: si può prendere una chitarra normale e invertire le corde. Come ha fatto Jimi Hendrix, il cui virtuosismo con le sei corde è leggenda.
GLI AMBIDESTRI? UN PO’ CONFUSI
Ci sono poi quelli che destra o sinistra non cambia nulla. La politica non c’entra. Sono gli ambidestri, che hanno la possibilità di usare le due mani come la campionessa di tennis Martina Navratilova. Sono quelli che magari scrivono e mangiano con la destra, però bevono e si soffiano il naso con la sinistra. E’ una situazione che non sembra nemmeno portare con sé grandi vantaggi. Uno studio condotto in nuova Zelanda ha dimostrato che si hanno più difficoltà in alcune funzioni cognitive, come eseguire gli esercizi di aritmetica, una minore memoria e maggiori problemi nella lettura. Manca una predominanza degli emisferi cerebrali che potrebbero creare problemi di specializzazione delle diverse aree.

