figura paterna

La grafia di un padre assente

Mai come nell’ultimo decennio la figura paterna  torna ad essere protagonista. La sua presenza, defilata o assillante, la sua assenza, causata da forza maggiore oppure voluta, per sottrarsi alle responsabilità  genitoriali, ha il suo peso nella costruzione dell’identità di un figlio. Anche la scrittura, può rivelare che tipo di padre si è: in questa sede, un estratto di un caso tipico, quello di un padre assente perché troppo impegnato nella sua affermazione sociale e professionale.

E’ il caso di quelle famiglie in cui il padre ricopre ruoli di responsabilità o prestigio, svolge un tipo di professione che non si può scindere anche dai suoi rapporti sociali. Situazioni e circostanze varie e variegate in cui però il risultato non cambia: il padre è una figura assorbita dalla costruzione della sua carriera e dalla propulsione del suo ruolo all’interno della società, demandando l’educazione e la gestione dei figli principalmente alla donna.

Il padre può essere assente quando, concentrato sull’amor proprio e legato ai suoi interessi, si sente libero dalle responsabilità genitoriali (Angolosa) e trascura i suoi doveri personali per imporre ed esteriorizzare il proprio io sociale (Intozzata 1° modo, Calibro alto). Con la sua assenza non propone un’immagine positiva di sé ai figli che lo privano della loro stima e non lo vivono come esempio di riferimento. Il permanere (Aste rette) in questa dimensione disinteressata ed egocentrica allontana affettivamente il padre dalla prole (Largo tra Lettere), viene meno il compito educativo e i figli, talvolta, emulano i coetanei nella scuola, nel quartiere, nella parrocchia o nei luoghi da loro frequentati, prendendoli come modelli da imitare. Più spesso, distaccati dal padre, si identificano nella figura materna, che con il suo ruolo predominante diventa la protagonista della vita quotidiana della famiglia.

 

Esempio grafia padre assente
Esempio grafia padre assente

Significato dei segni grafologici per il profilo del padre assente per esaltazione del proprio io sociale

Dalla grafia presa in esame, quello che salta subito all’occhio è l‘altezza delle lettere, la dimensione della scrittura nel suo complesso (Calibro):una grafia che si sviluppa in altezza, visivamente grande, rivelatrice del grado di fiducia e autostima che possiede il padre in questione. A sostegno della sua autostima anche la capacità volitiva di imporsi e di autodeterminarsi, resa evidente dalla presenza delle differenze di inchiostazione tra i tratti ascendenti e discendenti delle lettere (Intozzata I modo). Non potrebbe essere altrimenti, considerando che il soggetto è preso dall’affermazione del suo io sociale, condizione che lo gratifica e lo appaga più del suo ruolo genitoriale. Una condizione che viene percepita in via indiretta da figli piccoli, in maniera consapevole da una prole ormai cresciuta, a tal punto che la distanza affettiva aumenta reciprocamente. Nella grafia, tutto questo si evince dalla presenza del segno Largo tra Lettere, le lettere sono collegate tra loro ma distanti, simbolo per eccellenza dell’amore verso l’altro, dei legami affettivi che nel caso di specie prendono in esame il rapporto padre-figli. Un atteggiamento che permane (Aste rette), come raccontano gli assi delle minuscole minori retti dal vertice alla base. Dalla scrittura di questo genitore trasuda anche un certo egoismo: nel bilanciamento delle esigenze, per il padre della grafia in oggetto, è più importante investire tempo e risorse nella sua affermazione personale;  anche la scrittura rivela questo atteggiamento con la presenza degli angoli alla base delle lettere (Angolosa).

Fonte:  P.Schirone – A. Capasso, C’era una volta il padre, Foggia, Edizioni del Rosone, 2010