Gli scritti più intimi di Madre Teresa di Calcutta sono contenuti nel libro “Sii la mia luce” a cura di Brian Kolodiejchuck. Ci sono anche alcune lettere riportate in originale che consentono un breve studio sulla grafia della santa.
MADRE TERESA, UNA PICCOLA GRANDE SANTA
Madre Teresa di Calcutta è nata a Skopje il 26 agosto 1910 e morta a Calcutta il 5 settembre 1997. Religiosa albanese di fede cattolica, ha fondato la congregazione religiosa delle Missionarie della Carità. E’ diventata famosa in tutto il mondo per il suo lavoro tra le vittime della povertà di Calcutta. Nel 1979 ha ottenuto il Premio Nobel per la Pace per il suo impegno per i più poveri tra i poveri e il suo rispetto per il valore e la dignità di ogni singola persona. Ritirato il Premio, ha rifiutato il tradizionale banchetto cerimoniale per i vincitori ed ha chiesto che i 6000 dollari di fondi fossero destinati ai poveri di Calcutta, che avrebbero potuto mangiare per un anno, dichiarando che “le ricompense terrene sono importanti solo se utilizzate per aiutare i bisognosi del mondo“. Il 19 ottobre 2003 è stata proclamata beata da Giovanni Paolo II. La sua morte ha suscitato la commozione di tutto il mondo. Sulla sua tomba, a Calcutta, è stata incisa una frase del Vangelo di Giovanni: “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi“.
DAL LIBRO
L’uso delle maiuscole è un importante aspetto dello stile di Madre Teresa. Era solita usarle anche dove abitualmente non è richiesto dalla lingua inglese. Scriveva sempre con l’iniziale maiuscola «Dio» e tutti i pronomi personali a Lui riferiti, nonché tutti i termini attinenti al sacro e quelli che riteneva importanti come «Confessione», «la nostra Giovane congregazione», «i nostri Poveri», «un grande Sorriso», e così via.
Era il suo modo di esprimere rispetto per ciò che era sacro e di mettere in risalto una particolare realtà che la colpiva.Tuttavia non era sempre coerente in questo ricorso alle maiuscole, e nell’edizione italiana, a eccezione dei pronomi personali riferiti a Dio e di casi analoghi, ci si è attenuti all’uso comune.
Un’osservazione riguardo alla punteggiatura. Gli scritti di Madre Teresa presentati in questo libro sono comunicazioni personali con i suoi collaboratori più stretti. Questo stile informale è caratterizzato dall’uso del trattino. A volte, anche nelle lettere, ma soprattutto nei diari e negli appunti, il trattino fa le veci di tutti i segni d’interpunzione: punto, virgola, due punti, punto e virgola, punto esclamativo e interrogativo e infine il trattino stesso.
In breve, Madre Teresa segnalava ogni pausa nel ragionamento con un trattino.
Questa particolarità del suo stile – che nel passaggio alla lingua italiana è stata sacrificatata a favore di una maggiore comprensibilità del testo – esprime il dinamismo e la vivacità della sua personalità, una certa «premura» nel fare le cose e il rifiuto di occuparsi di questioni «irrilevanti» .
Un uso frequente di abbreviazioni è un’altra caratteristica dello stile di scrittura di Madre Teresa, un’altra espressione della sua tipica «fretta». Alcuni esempi come questo aspetto sono: «Holy Com.» (Santa) Comunione, «Bl. Sacrament» (Santissimo) Sacramento, «Cal.» (Calcutta) e così via che non vengono riportati nel testo in italiano.

LA GRAFIA
L’intera grafia parla della stabilità di questa donna piccola, ma fortissima. Vi è omogeneità nella pressione, nell’inclinazione e nel ritmo che ci dice rapidità, colpo d’occhio, capacità di sintesi efficace e non a discapito dei dettagli (attaccata, buona alternanza curva-angolosa, che aumenterà a favore di quest’ultima, solo con l’età avanzata). A questa piccola forte donna, che ha trattato con i grandi del mondo per aiutare i ‘suoi’ poveri, affidandosi alla sola carità dei donatori, non mancano le doti pratiche (il tratto, il mantiene il rigo stabile, ma non rigido, la lieve pendenza, il buon equilibrio fra Largo di lettere, fra lettere e fra parole): capacità di dialogo, organizzazione efficace, nonché resistenza, anche fisica, nelle difficoltà (insieme dei segni tenuta del rigo, ritmo, tratto nutrito). Affettuosa e compassionevole, le capacità organizzative che hanno reso così efficace il suo lavoro si basavano su un’intelligenza logico-scientifica, ma sensibile e sincera (forte Fluida). Ella verificava con saggezza e meticolosità le proprie intuizioni (Triplice larghezza equilibrata). Si dedicava anche a compiti ripetitivi senza che questo provocasse in lei contrarietà o irrequietezza (ritmo pacato, nonostante il Disuguale metodico del calibro). Esortava le sue sorelle a fare lo stesso, ponendosi come esempio di mitezza e operosità.

